Zerbi, Tommaso (2026) The Middle Ages on the Move: Architecture, Religion, and the Politics of Temporality in Colonial Libya. Studi e ricerche di storia dell'architettura, 1 (19). pp. 114-131. ISSN 2532-2699
Anteprima |
Testo
serena_13413.pdf - Versione pubblicata Download (5MB) | Anteprima |
Abstract
By tracing the anatopic and anachronic displacement of the Middle Ages onto the material and ontological fabrication of colonial Africa, this article probes the mobilisation of the past in imperial and religious politics. Foregrounding temporality and secular–ecclesiastical relations over individual agency and coloniser–colonised dichotomies, it focuses on Libya as a critical arena of expansion and tension between Italy and the Catholic Church. Ecclesiastical architecture, particularly the Cathedral of Tripoli (1928), charts the passage from the distance separating the “two Romes” to their apparent convergence with the advent of Fascism and ultimately the subsumption of religion within the regime. Reconstructing the rise—and crisis—of a striking displacement of the medieval into modes of coloniality, the article problematises future- and antiquity-oriented characterisations of Italian imperialism. The past—above all Francis of Assisi—functioned as a medium of negotiation in attempts to reconcile religion with empire and nationhood, underpinning the circulation of architectural forms and, through mythopoeic narratives of maritime exchange, spatial compression. Temporal mobility sustained the regime’s Mediterranean vision and generated a trans-Mediterranean condition, which recoded the sea from barrier to conduit— symbolically drawing Africa closer to Europe and bringing Italy closer to the Church. | Tracciando lo spostamento anatopico e anacronico del Medioevo sulla costruzione materiale e ontologica dell’Africa coloniale, questo articolo indaga la mobilitazione del passato nelle politiche imperiali e religiose. Mettendo in primo piano la temporalità e i rapporti tra la sfera laica e quella ecclesiastica rispetto all’azione individuale e alle dicotomie colonizzatore-colonizzato, il testo si concentra sulla Libia come arena cruciale di espansione e tensione tra l’Italia e la Chiesa cattolica. L’architettura ecclesiastica, in particolare la Cattedrale di Tripoli (1928), traccia il passaggio dalla distanza che separava le «due Rome» alla loro apparente convergenza con l’avvento del fascismo e, infine, alla sussunzione della religione all’interno del regime. Ricostruendo l’ascesa — e la crisi — di un sorprendente spostamento del medioevo verso modalità di colonialità, l’articolo mette in discussione le caratterizzazioni dell’imperialismo italiano orientate al futuro e all’antichità. Il passato – soprattutto Francesco d’Assisi – ha funzionato come mezzo di negoziazione nei tentativi di conciliare la religione con l’impero e la nazionalità, sostenendo la circolazione delle forme architettoniche e, attraverso narrazioni mitopoetiche di scambi marittimi, la compressione spaziale. La mobilità temporale ha sostenuto la visione mediterranea del regime e ha generato una condizione transmediterranea, che ha ricodificato il mare da barriera a canale – avvicinando simbolicamente l’Africa all’Europa e l’Italia alla Chiesa.
| Tipologia del documento: | Articolo in rivista |
|---|---|
| Parole chiave: | Medievalism ; Italian Imperialism and Fascism ; Mediterranean Mobility ; Secular–Ecclesiastical Interactions ; Catholic Missionary Activity ; medievalismo ; Imperialismo italiano e fascista ; mobilità mediterranea ; interazioni Stato-Chiesa ; attività missionaria cattolica |
| Soggetto: | D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History N Fine Arts > NA Architecture |
| Depositato il: | 22 Ago 2026 13:29 |
| Ultima modifica: | 22 Ago 2026 13:29 |
| URI: | https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/9542 |
Downloads
Downloads per month over past year
Actions (login required)
![]() |
Modifica documento |




