Collaborazione e tradimento: Ezzelino e il suo architetto

Panicco, Alessandra and Tosco, Carlo (2025) Collaborazione e tradimento: Ezzelino e il suo architetto. Studi e ricerche di storia dell'architettura, 1 (17). pp. 12-23. ISSN 2532-2699

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Abstract

The essay examines the figure of the architect in thirteenth-century Italy, with particular focus on professional relationships with patrons. At the center of the analysis is Master Mesa, active in the service of Ezzelino III da Romano and responsible for the construction of the castle of San Zenone (San Zenone degli Ezzelini) —an imposing fortress described by contemporary sources as impregnable and equipped with the most advanced defensive systems. After Ezzelino’s death, his brother Alberico sought refuge in the castle with his family and loyal followers, but the 1260 siege ended with Mesa’s betrayal, as he opened the gates to the attackers. This episode highlights the intricate relationship between architects and those in power, illustrating how loyalty and opportunism can intersect. Set against the backdrop of ongoing conflict driven by Emperor Frederick II’s efforts to reassert control over the communal cities, the essay explores the rise of a new class of technicians specialized in fortifications and war machines. Contemporary sources refer to them as ingegnerii or similar terms, as the title architectus had yet to be adopted as a professional designation. Drawing on chronicles such as those by Rolandino of Padua and Salimbene de Adam, the essay reconstructs additional cases that illustrate how feudal lords and communes competed for these highly skilled experts, whose contributions were often decisive in military campaigns. The result is a compelling picture of the privileged collaborations between architects and political power in medieval Italy. | Il saggio esamina la figura dell’architetto nell’Italia del Duecento, con particolare attenzione alla relazione professionale con i committenti. Al centro dell’indagine è il maestro Mesa, attivo per Ezzelino III da Romano e autore del castello di San Zenone (San Zenone degli Ezzelini), una fortezza descritta dalle fonti come inespugnabile e dotata delle più moderne difese. Dopo la morte di Ezzelino, il fratello Alberico si rifugiò nel castello con la famiglia e i suoi fedeli, ma l’assedio del 1260 si concluse con il tradimento dello stesso Mesa, che aprì le difese agli assalitori. La vicenda evidenzia la complessità del rapporto tra architetto e potere, tra fedeltà e opportunismo. In un contesto segnato da conflitti continui, legati al progetto imperiale di Federico II, il saggio analizza l’ascesa di una nuova classe di tecnici esperti in fortificazioni e macchine belliche. Le fonti li definiscono ingegnerii o termini affini, mentre il titolo di architectus non era ancora in uso come qualifica professionale. Attraverso cronache coeve (Rolandino da Padova, Salimbene de Adam), si ricostruiscono altri casi esemplari che mostrano come signorie e comuni si contendessero questi specialisti, cruciali per il successo militare. Ne emerge un quadro che illumina le collaborazioni privilegiate tra architetti e potere nell’Italia medievale.

Tipologia del documento: Articolo in rivista
Parole chiave: castello ; architetto ; ingegnere ; tecniche ossidionali ; signorie ; castle ; architect ; engineer ; siege techniques ; lordships
Soggetto: D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History
N Fine Arts > NA Architecture
Depositato il: 22 Ago 2026 13:28
Ultima modifica: 22 Ago 2026 13:28
URI: https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/9475

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