In assenza del re. Il vicariato generale nel Regno di Sicilia e nel Regno di Napoli: continuità e cambiamenti

Andenna, Cristina (2023) In assenza del re. Il vicariato generale nel Regno di Sicilia e nel Regno di Napoli: continuità e cambiamenti. Schola Salernitana - Annali, 28. pp. 195-217. ISSN 1590-7937

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Abstract

[IT] Chi regna quando il re è assente? Il problema della gestione del potere in assenza del sovrano e del suo diretto esercizio di sovranità è particolarmente interessante se si considerano i territori del Regno meridionale in particolare nella prima età angioina. La gestione del potere in assenza non fu solo resa faticosa a causa della separazione spaziale dei domini sotto il controllo angioino: il Regnum Siciliae e le contee di Provenza, Forcalquier e Avignone. Molto più problematici furono i conflitti generati dalla cosiddetta “Guerra del Vespro” che ripetutamente costrinsero i sovrani a lunghe assenze. Per non lasciare il Regno privo di una guida, gli Angioini fecero uso del vicariato generale. Questo strumento rappresenta una forma di sostituzione e di rappresentanza temporanea del potere che era già stata utilizzata nei territori dell’impero. Nel contesto imperiale la funzione del vicario compare da un lato come incarico di supplenza dopo la morte dell’imperatore e, dall’altro, come un ufficio il cui incarico era di rappresentare l’imperatore per procura in tutti i territori soggetti al suo controllo (ad esempio l’Italia imperiale e l’Arelat). Anche nel Regno di Sicilia la parola vicarius sembra avere questa semantica binaria. Da un lato, i vicarii al tempo di Federico II erano funzionari che rappresentavano il potere reale in determinate unità amministrative; dall’altro lato, i vicarii - e questo è il significato che ci interessa - erano coloro che erano stati incaricati di esercitare il governo in nome del sovrano nei momenti di vuoto di potere. Innocenzo III adottò questa pratica, e anche i suoi successori designarono vicarii e in singoli casi addirittura delegarono l’ufficio ai legati papali. Per assicurare la stabilità del governo e garantire il funzionamento dell’amministrazione, i re angioini adottarono questo strumento e in parte lo svilupparono ulteriormente, spesso in accordo con il papato. Il vicariato, definito ora generale, fu conferito di norma ai membri della famiglia reale, in particolare al primogenito, e in alcuni casi anche alle consorti del sovrano. L’obiettivo della relazione sarà quello di far luce su questo strumento politico, che ha ricevuto poca attenzione nella ricerca, e di meglio comprendere se il vicariato generale angioino sia il risultato della semplice adozione di modelli già esistenti nel Regno o rappresenti la creazione di una nuova funzione politica.

Tipologia del documento: Articolo in rivista
Parole chiave: Vicariate; Angevin Kings; Kingdom of Sicily; Vicariato; Angioini; Regno; Potere; Rappresentanza
Soggetto: D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History
Depositato il: 21 Ago 2026 15:27
Ultima modifica: 26 Ago 2026 17:30
URI: https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/7711

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