Bares, Maria Mercedes and Nobile, Marco Rosario (2026) La cappella absidale della chiesa di Sant’Antonino a Scicli. Studi e ricerche di storia dell'architettura, 1 (19). pp. 204-215. ISSN 2532-2699
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Abstract
The Chapel of Sant’Antonino in the Franciscan convent of Scicli is an important example of stone architecture in sixteenth-century south-eastern Sicily and is now seriously threatened by structural deterioration and the risk of collapse. The building belongs to the group known in the literature as “cappelle a cupola su nicchie” (domed chapels on corner niches), yet its geometric and constructive features distinguish it within this tradition and make it a valuable case study for the history of Mediterranean stereotomy. This paper examines the ribbed octagonal vault, placing it in relation to the Iberian Renaissance tradition of cantería and to the models codified in the treatises of Alonso de Vandelvira. Particular attention is devoted to a series of wall tracings identifiable as monteas (full-scale geometric tracings used in the design and cutting of stone blocks). These incisions provide rare evidence of building practices and of the transmission of technical knowledge at a time when stereotomic expertise was still largely embedded in workshop traditions and professional experience. Drawing on material evidence, archival sources, and comparisons with contemporary Sicilian and Iberian buildings, the study reconstructs a milieu shaped by technical experimentation and by the circulation of craftsmen, knowledge, and architectural models across the Mediterranean. The chapel thus preserves crucial evidence for understanding a still poorly documented chapter in the construction culture of the Renaissance. | Minacciata da un avanzato dissesto strutturale, la cappella absidale della chiesa di Sant’Antonino a Scicli conserva una delle più originali sperimentazioni dell’architettura in pietra a vista nella Sicilia del XVI secolo. Pur appartenendo al gruppo delle cappelle a cupola su nicchie, se ne distingue per le soluzioni costruttive della volta ottagonale costolonata, che rinviano alla tradizione della cantería iberica e ai modelli codificati da Alonso de Vandelvira. Di particolare rilievo è il rinvenimento di una serie di monteas, tracciati geometrici incisi sulle pareti e utilizzati per la progettazione e il taglio dei conci, rara testimonianza delle pratiche di cantiere e della trasmissione del sapere tecnico quando le conoscenze stereotomiche si affidavano ancora prevalentemente all’esperienza delle botteghe. L’analisi delle evidenze materiali, integrata dalle fonti documentarie e dal confronto con architetture siciliane e iberiche coeve, consente di ricostruire un contesto segnato dalla sperimentazione geometrica, dalla mobilità delle maestranze e dalla circolazione di modelli costruttivi nel Mediterraneo. La cappella documenta così un capitolo ancora poco noto della cultura tecnica del Rinascimento.
| Tipologia del documento: | Articolo in rivista |
|---|---|
| Parole chiave: | Sant’Antonino ; Scicli ; Stereotomia ; Monteas ; Architettura di pietra ; Patrimonio a rischio ; Sant'Antonino ; Stereotomy ; Stone Architecture ; Heritage at Risk |
| Soggetto: | D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History N Fine Arts > NA Architecture |
| Depositato il: | 22 Ago 2026 13:29 |
| Ultima modifica: | 22 Ago 2026 13:29 |
| URI: | https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/9549 |
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