Della Misericordia, Massimo (2026) Quando il nome è un dove. Chiamarsi come un luogo nella Lombardia dei secoli centrali del medioevo. In: Il nome e il dove. Spazi politici, mobilità e orientamenti devozionali nell’Italia basso-medievale. Quaderni degli Studi di Storia Medioevale e di Diplomatica, 9. Milano University Press, pp. 53-89. ISBN 979-12-5510-397-4
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Testo
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Abstract
[IT] Il saggio propone il caso del nome personale che coincide con il nome di un villaggio o di un borgo come chiave per la lettura delle relazioni sociali e dei mutamenti istituzionali negli ambienti extra-urbani. Nomi molto sporadici o assenti fino al Mille, in Lombardia conoscono una prima diffusione nell’XI secolo nei livelli intermedi della società. Fra XII e XIII secolo, poi, diventano più numerosi, in una fase di grande dinamismo politico nelle campagne e proprio fra quei piccoli proprietari rivestiti della piena fiducia dei loro vicini che assumono la guida delle collettività di villaggio e di borgo. Dal XIV secolo, invece, l’uso si rarefà, tanto da essere in sostanza sfuggito alla storiografia ed aver indotto ad errori nello stesso lavoro di edizione delle fonti. Una ricerca che adesso riconosca l’incidenza di questa formazione onomastica può aiutare a comprendere come si siano trasformati nel tempo gli orizzonti spaziali e la loro forza identitaria. La prima crescita dell’identificazione nel luogo di residenza è infatti concomitante con il radicamento delle reti di solidarietà e alleanza, dei possessi fondiari e dei riferimenti devozionali attorno ai villaggi e ai borghi. I decisivi processi di localizzazione intervenuti dopo il Mille, dunque, sembrano aver anticipato e favorito, almeno sul piano dei sentimenti di appartenenza, lo sviluppo del comune rurale, ambito di partecipazione e condivisione di risorse che ha ulteriormente promosso il riconoscimento delle persone nella località di residenza. / [EN] The essay proposes the case of personal names that coincide with the names of villages and towns as a key to interpreting social relations and institutional changes in extra-urban areas. Names that were very sporadic or didn’t exist until around the year 1000, had their earliest diffusion in Lombardy during the 11th century in the intermediate levels of society. Between the 12th and 13th centuries, these names became more frequent, in a phase of great political dynamism in the countryside, adopted especially by those small landholders, well known among their neighbors, who assumed the leadership of village and town collectives. From the 14th century onward, however, the use of its kind of names became rare, so much so that it escaped historiography and led to errors in the very work of editing the sources. Research now recognizing the incidence of this onomastic form can help us to understand how spatial horizons and their identitarian force transformed over time. Indeed, the first growth of personal identification in the place of residence coincides with the deeper rooting of networks of solidarity and alliance, land holdings and devotional references centered in the villages and towns. The decisive processes of localization that occurred after the year 1000, therefore, seem to have anticipated and fostered, at least considering the feelings of belonging, the development of the rural commune, a sphere of participation and sharing of resources that further promoted people’s recognition in the locality of residence.
| Tipologia del documento: | Capitolo di libro |
|---|---|
| Parole chiave: | Identità locali; comune rurale; villaggi; borghi; toponimi; nomi personali; Local identities; rural commune; villages; towns; toponyms; personal names |
| Soggetto: | D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History |
| Depositato il: | 21 Ago 2026 21:56 |
| Ultima modifica: | 22 Ago 2026 14:28 |
| URI: | https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/9051 |
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