Tinelli, Marisa (2025) In & out: importazioni, esportazioni e produzioni locali in Puglia tra il XII e il XV secolo. In: Gli oggetti come merci nel tardo medioevo: fonti scritte e fonti materiali. Quaderni degli Studi di Storia Medioevale e di Diplomatica, 8. Milano University Press, pp. 93-121. ISBN 979-12-5510-272-4
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Abstract
[IT] Il contributo analizza il ruolo della Puglia come crocevia culturale e centro commerciale durante il Medioevo, grazie alla sua posizione strategica tra il Mediterraneo orientale e l'Adriatico. Sotto l'Impero bizantino e fino alla conquista normanna, la regione si distinse per intensi scambi commerciali, come evidenziato dalle importazioni di ceramiche bizantine e arabe. Con la formazione dell'Impero Latino di Costantinopoli, la produzione ceramica pugliese, in particolare di protomaioliche brindisine e ceramiche invetriate prodotte a Lecce, Taranto e nell'area ionica tarantina, divenne predominante nei mercati della Grecia franca e degli stati crociati nel Levante. La ricerca si concentra su produzione e commercio di ceramiche pugliesi tra il XII e il XV secolo, mostrando un significativo cambiamento nelle importazioni e un incremento della produzione locale influenzata dalle ceramiche prodotte in ambito bizantino e arabo. Durante il XIII secolo, la Puglia sviluppò numerosi centri di produzione ceramica per rispondere alla domanda interna ed esterna di mercato, esportando in Italia, Grecia e Levante. A partire dal XV secolo, l’occupazione ottomana dei Balcani portò a una contrazione dei traffici, ma la produzione pugliese si adattò, concentrandosi sui mercati interni e dell'Italia centrale e settentrionale, mantenendo attive le reti commerciali lungo la costa adriatica fino all’età moderna. / [EN] This study evaluates the role of Apulia as a cultural crossroads and trade centre during the Middle Ages, as a consequence of its strategic position between the eastern Mediterranean and the Adriatic. The region's prominence in trade is evidenced by the import of Byzantine and Arab ceramics under the Byzantine Empire and until the Norman conquest. With the formation of the Latin Empire of Constantinople, Apulian ceramic production, in particular Brindisi protomaiolica and glazed ceramics produced in Lecce, Taranto and the Ionian area, became the dominant form of pottery in the markets of Frankish Greece and the Crusader states in the Levant. The research focuses on the production and trade of Apulian ceramics between the 12th and 15th centuries. It demonstrates a notable shift in the composition of imports, accompanied by a surge in local production, which was shaped by the influence of Byzantine and Arab ceramics. During the 13th century, Apulia developed a multitude of ceramic production centres in order to meet the demands of the internal and external markets, exporting to Italy, Greece, and the Levant. From the fifteenth century onwards, the Ottoman occupation of the Balkans resulted in a contraction of trade. However, Apulian production adapted, focusing on the domestic markets and those of central and northern Italy. Active trade networks along the Adriatic coast were maintained until the modern age.
| Tipologia del documento: | Capitolo di libro |
|---|---|
| Parole chiave: | Apulia; Invetriata policroma; Protomaiolica; Impero Bizantino; Levante; Polychrome Glazed Ware; Protomaiolica Ware; Byzantine Empire; Levant |
| Soggetto: | D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History |
| Depositato il: | 21 Ago 2026 21:55 |
| Ultima modifica: | 22 Ago 2026 14:28 |
| URI: | https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/9013 |
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