Pezzola, Rita (2021) Rappresentare i paesaggi delle Alpi. Le scritture del notaio Ruggero Beccaria per l’ospedale di S. Romerio di Brusio e di S. Perpetua di Tirano. In: Ospedali e montagne. Paesaggi, funzioni, poteri nei secoli medievali (Italia, Francia, Spagna). Quaderni degli Studi di Storia Medioevale e di Diplomatica, 5. Pearson Italia ; Università degli studi di Milano, Dipartimento di studi storici - Bruno Mondadori, pp. 135-179. ISBN 978-88-6774-297-4
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Abstract
[IT] Nel 1237, le chiese di San Romerio di Brusio e di Santa Perpetua di Tirano, con il loro ospedale, furono riunite in un solo soggetto, cui pervennero beni e diritti di entrambi gli istituti. Il notaio Ruggero Beccaria fu il protagonista nella gestione di quel delicato passaggio, sia dal punto di vista istituzionale sia per la relativa scritturazione. Egli redasse tre quaterni di cartulario (1244) e un inventario di beni (1255, edito in appendice a questo contributo), oltre a più di settanta documenti sciolti. Il saggio indaga se e quanto le scritture redatte da Ruggero, con le loro formalizzazioni in strutture grafiche e concettuali, fossero in grado di rappresentare il paesaggio montano e la relazione con esso. La loro analisi ha evidenziato una specializzazione lessicale sensibile e un uso di strutture linguistiche particolarmente accurato per l’identificazione precisa degli spazi. Inoltre, grazie all’uso sapiente della deissi, la relazione degli uomini con lo spazio risulta sempre chiaramente individuata e socialmente definita. In questa prospettiva, Ruggero seppe usare il paesaggio in modo solidale ai propri obiettivi di costruzione di forme di rappresentazione, ponendo in relazione luoghi, istituzioni, azioni, strategie di potere. Le forme notarili, allora, si contaminavano con prassi narrative, generando così rappresentazioni squisitamente politiche. / [EN] In 1237, the churches of S. Romerio in Brusio and S. Perpetua in Tirano, with their hospital, were united into a single entity, which inherited goods and rights of both. The notary Ruggero Beccaria played a leading role in the management of this delicate transition, both from an institutional point of view and in terms of the documentation. he drew up a cartulary (1244) and an inventory of assets (1255, published in the appendix to this contribution), as well as more than seventy loose documents. This essay investigates whether and to what extent Ruggero’s writings, with their particular graphic and conceptual forms, were able to represent the mountain landscape and the relationship with it. Their analysis revealed a sensitive lexical specialisation and a particularly accurate use of linguistic structures for the precise identification of spaces. Moreover, thanks to the skilful use of deixis, the relationship of people with space is always clearly identified and socially defined. In this perspective, Ruggero knew how to use the landscape in a way that was integral to his own objectives of constructing forms of representation, being able to connect places, institutions, actions and strategies of power. Notarial forms were distorted by narrative practices, thereby generating uniquely political representations.
| Tipologia del documento: | Capitolo di libro |
|---|---|
| Parole chiave: | Middle Ages; Valtellina; Alps; Como; Hospitals; Notaries; Notarial language; Medioevo; Alpi; Ospedali; Notariato; Linguaggio notarile |
| Soggetto: | D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History |
| Depositato il: | 21 Ago 2026 21:54 |
| Ultima modifica: | 22 Ago 2026 14:27 |
| URI: | https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/8919 |
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