La geografia del commercio del sale a Ragusa nel tardo medioevo

Villanti, Nicolò (2026) La geografia del commercio del sale a Ragusa nel tardo medioevo. Schola Salernitana - Annali, 30. pp. 49-72. ISSN 1590-7937

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Abstract

[IT] L’articolo ricostruisce la geografia del commercio del sale di Ragusa (Dubrovnik) nel Trecento, sulla base di circa 130 contratti notarili (1345–1415) e delle deliberazioni dei consigli cittadini. Si analizzano le fonti di approvvigionamento e le destinazioni dei carichi di sale, mostrando il rapporto tra produzione locale nelle saline comunali di Stagno, importazioni private e riesportazioni verso l’entroterra balcanico. Nella prima parte si esamina l’evoluzione della politica del sale: dal rigido monopolio di matrice veneziana dell’inizio del Trecento a un regime più flessibile, che consentiva ai mercanti privati di importare, immagazzinare e commerciare sale sotto stretto controllo pubblico. Nella seconda parte si mostra l’ampio e diversificato spazio di approvvigionamento. Le principali aree di provenienza includevano la Dalmazia (Zara-Pago), la costa albanese (Valona, Durazzo), la Puglia (Brindisi, Manfredonia) e, in crescita sul finire del secolo, le isole Ionie (Romania). I carichi di sale, spesso, non prevedevano Ragusa come destinazione finale, bensì il transito e la riesportazione immediata – attraverso la città dalmata – in direzione dei mercati fluviali che fungevano da cerniera con l'entroterra slavo. In particolare, la maggior parte del sale era destinato agli empori nel fiume Narenta e, in misura minore, nel fiume Bojana. Il commercio del sale mostra con chiarezza la strategia commerciale di Ragusa: la costruzione di un monopolio regionale, integrando in un unico sistema la dimensione marittima, fluviale e continentale. / [EN] The article reconstructs the geography of Ragusa's (Dubrovnik) salt trade in the 14th century, based on approximately 130 notarial contracts (1345–1415) and the deliberations of the city councils. It analyzes the sources of supply and the destinations of the salt shipments, illustrating the relationship between local production, private imports, and re-exports towards the Balkan hinterland. The first part examines the evolution of the salt policy: from a rigid Venetian-style monopoly at the beginning of the 14th century to a more flexible regime, which allowed private merchants to import, store, and trade salt under strict public control. The second part shows the broad and diversified supply area. The main areas of origin included Dalmatia (Zara-Pag), the Albanian coast (Valona, Durazzo), Puglia (Brindisi, Manfredonia), and, growing towards the end of the century, the Ionian Islands (Romania). The salt cargoes often did not have Ragusa as their destination, but were intended for transit and immediate re-export towards the fluvial hubs that served as a hinge with the Slavic hinterland. Specifically, most of the cargoes were shipped to the Narenta River and, to a lesser extent, the Bojana River area. The salt trade clearly illustrates Ragusa's commercial strategy: the construction of a regional monopoly, integrating the maritime, fluvial, and continental dimensions into a single system.

Tipologia del documento: Articolo in rivista
Parole chiave: Ragusa (Dubrovnik); Salt trade; Adriatic Sea; Late Middle Ages; Balkans; Commercio del sale; Adriatico; Tardo Medioevo; Balcani
Soggetto: D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History
Depositato il: 21 Ago 2026 15:28
Ultima modifica: 26 Set 2026 08:14
URI: https://www.rmoa.unina.it/id/eprint/7746

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