Le parole dei prosaici dittatori. Indagini sulla lingua della prosa nella Vita nova

Lombardo, Luca (2025) Le parole dei prosaici dittatori. Indagini sulla lingua della prosa nella Vita nova. Reti Medievali Rivista, 26 (2). pp. 905-926. ISSN 1593-2214

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ITALIANO: All’impianto bipartito del prosimetro corrisponde una sostanziale dicotomia linguistica: da un lato il volgare ‘lirico’ di matrice galloromanza e siciliana, dall’altro il volgare ‘didascalico’ della prosa. La lingua della prosa, in particolare, si distingue per il realismo, che pertiene alla rappresentazione degli ambienti e dei personaggi, compensando l’indeterminatezza descrittiva della poesia e colmando la distanza tra la realtà e la sua figurazione attraverso l’impiego di strutture grammaticali proprie di quella letteratura scientifica probabilmente fruita dall’Alighieri alle ‘scuole’ dei laici. Il saggio prende in esame quei latinismi lessicali e sintattici che denotano la vocazione compilativo-esegetica della prosa vitanoviana, proiettando il testo dantesco nell’orizzonte culturale della prosa letteraria fiorentina del Duecento e dei coevi volgarizzamenti dei classici, i quali si caratterizzavano, oltreché per la trasposizione linguistica, per il supplemento esegetico della sposizione: si pensi alla Rettorica di Brunetto e al Fiore di rettorica di Bono Giamboni, che, secondo Cesare Segre, insieme al più tardo volgarizzamento della Somme le roi di Zucchero Bencivenni, costituiscono il “triumvirato fiorentino predantesco”. / ENGLISH: The bipartite structure of the prosimeter corresponds to a substantial linguistic dichotomy: on the one hand the ‘lyrical’ vernacular of Gallo-Romance and Sicilian origin, on the other the ‘didactic’ vernacular of prose. The language of prose, in particular, is distinguished by realism, which pertains to the representation of settings and characters, compensating for the descriptive indeterminacy of poetry and bridging the gap between reality and its figuration through the use of grammatical structures typical of that scientific literature probably enjoyed by Alighieri at the ‘schools’ of the laity. The essay examines those lexical and syntactic Latinisms that denote the compilative-exegetic vocation of Vitanovan prose, projecting Dante’s text into the cultural horizon of Florentine literary prose of the thirteenth century and of contemporary vernacular translations of the classics, characterized, in addition to the linguistic transposition, by the exegetic supplement of the sposizione: consider Brunetto’s Rettorica and Bono Giamboni’s Fiore di rettorica, which, according to Cesare Segre, together with the later vernacular translation of Zucchero Bencivenni’s Somme le roi, constitute the “pre-Dantean Florentine triumvirate”.

Tipologia del documento: Articolo in rivista
Informazioni aggiuntive: Nella sezione monografica "Parole nove: indagini sul lessico della Vita nova di Dante Alighieri. II. I moti dell’anima tra retorica e medicina", a cura di Nicolò Maldina e Donatella Tronca.
Parole chiave: Medioevo, Dante Alighieri, Vita nova, Firenze, prosa, latinismi, volgarizzamenti, esegesi, Middle Ages, Florence, prose, Latinisms, vernacular translations, exegesis
Soggetto: D History General and Old World > D History (General) > D111 Medieval History
Depositato da: dr Vincenzo De Luise
Depositato il: 30 Giu 2026 09:21
Ultima modifica: 30 Giu 2026 09:21
URI: http://www.rmoa.unina.it/id/eprint/7449

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